Intervista a Monica Pisciella, sul web più conosciuta con il nick Wineup, consulente in marketing e comunicazione del vino e del cibo, di Tania Valentini per Donna Impresa
Monica, una laurea in economia e commercio con specializzazione nel marketing del vino. Considerando dove vivi, questa scelta nasce da un legame con il territorio, il Piemonte terra di grandi vini come tu stessa affermi, oppure da una tua passione personale?
Direi che si è trattato di un mix di più elementi che hanno agito in sinergia, facendomi pian piano scoprire un settore che oggi amo profondamente e a cui sento di appartenere prima di tutto con il cuore.
Il territorio ha certamente giocato un ruolo importante. Il Piemonte è terra di grandi vini, come ad esempio Barolo e Barbaresco, famosi in tutto il mondo per il loro prestigio; ed è anche regione di vitigni più popolari, dove la lunga tradizione vitivinicola per anni ha dato da vivere ad intere famiglie, come nelle zone storiche di produzione della Barbera. Ha contribuito molto anche la mia storia famigliare, poiché mio padre è un grande appassionato e collezionista di vi E’ in questo contesto che ha trovato terreno fertile una grande passione personale, un rapporto con il vino ed il territorio che si approfondito nel tempo, anche grazie agli studi universitari, e che oggi si traduce in contatto intenso con la terra, i produttori ed i loro vini, da cui amo continuare a farmi sorprendere, ogni volta come fosse la prima.
Dopo aver lavorato in azienda e in agenzie di comunicazione il grande passo: mettersi in proprio. Come è arrivata questa decisione?
Le mie esperienze professionali sono state variegate ed ho avuto la fortuna di poter sperimentare sia la realtà aziendale sia l’agenzia, apprendendo e scoprendo skills e competenze differenti, anche a contatto con mercati, paesi e clienti stranieri. Dopo alcuni anni di attività ho sentito l’esigenza di dare spazio al mio desiderio di avventura e di mari aperti da solcare.
Un mattino di primavera ho sentito che forse era venuto il momento di impacchettare le mie cose e “partire”, confidando in ciò che avevo acquisito attraverso gli anni di lavoro nel marketing strategico e nella comunicazione, nell’organizzazione di eventi e nelle PR, oltre alla collaborazione con blog e testate giornalistiche specializzate nel settore Wine & Food. E rimettere tutto in gioco, alla ricerca di una dimensione che lasciasse più spazio a nuove opportunità, a progetti e sfide sempre nuove con cui misurarsi, meglio se di respiro internazionale. E’ stato naturale a quel punto decidere di intraprendere la libera professione.
L’Italia è tra i principali produttori di vino a livello mondiale; la tua attività ed il tuo progetto, Wineup, guarda molto al mercato internazionale. Che ruolo hanno le nuove tecnologie ed internet nella tua attività quotidiana?
Oggi i mercati sono aperti e strettamente interconnessi. Internet, ed in particolare i social media, sono diventati vitali per il lavoro di molti professionisti, poiché permettono di avere una finestra aperta sul mondo 24 ore al giorno.Ed anche per tutte le aziende che vogliano essere protagoniste nel mercato globale, non solo nel vino ma nella gran parte dei settori produttivi. Spesso è il network, la rete dei nostri contatti, ad avere un valore cruciale. Tutti i giorni abbiamo necessità di scambiare e reperire informazioni e dati sui quanto accade nei mercati internazionali, interagire rapidamente con collaboratori, clienti e consumatori in tutto il mondo.
Grazie all’utilizzo dei nuovi devices e degli smartphone si possono condividere piccoli e grandi eventi della vita quotidiana. Basti pensare all’abitudine sempre più diffusa di postare fotografie, video e contenuti in tempo reale, condividendo con amici e conoscenti, ma contemporaneamente anche con un pubblico di clienti potenziali, l’immediatezza dell’emozione del vino o del cibo che si sta degustando o di un territorio appena scoperto.
Senza dimenticare che il passaggio da virtuale a reale è sempre più breve: le persone e le aziende si incontrano in rete sulla base della passione per il cibo e il vino o dell’appartenenza al settore in qualità di professionisti, riconoscendo passioni comuni, oppure sintonie operative e criteri oggettivi condivisi, e questi si traducono spesso in breve tempo in rapporti umani e di collaborazione professionale nella vita reale.
Wineup è anche un blog in cui trovare molte notizie interessanti non solo su quanto da te promosso ma sul settore del vino in generale. Quanto è importante a fini della tua promozione questo strumento?
I blog hanno giocato un ruolo fondamentale soprattutto per sperimentare la dimensione internazionale del mercato del vino in un periodo in cui twitter ed i social media non esistevano, oppure non avevano la diffusione che hanno raggiunto in tempi più recenti. I miei primi contatti diretti con opinion leader internazionali del wine & food sono cominciati proprio grazie alla lettura di blog ed alla volontà di studiare il mercato prima di aprirne uno mio. Era il 2005, il mondo dei wine blogger e della comunicazione sul web erano molto diversi, abbiamo assistito ad una grande evoluzione in questi anni.
Come è cambiata, se è cambiata, la tua attività negli ultimi anni in cui i social media sembrano essere sempre più il terreno su cui confrontarsi per promuovere un marchio, un’etichetta?
Il mondo del Wine, in particolare, si è trovato a fronteggiare in breve tempo un’ondata di concorrenza davvero significativa che ha messo in crisi molti degli equilibri esistenti fino a una ventina d’anni fa. L’Italia è stata infatti per lungo tempo uno tra i pochi produttori in larga scala di un prodotto riconosciuto in tutto il mondo per la sua qualità, e la produzione era completamente assorbita dal mercato nazionale ed internazionale. In pochi anni i Paesi dell’Est europeo, ma anche Australia, Sud America, Sud Africa hanno cominciato ad investire nella produzione del vino, provocando un’ondata di concorrenza senza pari che ha cambiato gli equilibri per buona parte della piccola e media produzione vinicola italiana. E’ diventato così’ necessario per le aziende vinicole non solo comunicare il proprio prodotto ed il brand, per farsi conoscere, ma riuscire a costruire una relazione duratura con i consumatori, non più solo a livello locale ma in tutto il mondo, dialogare con le persone, incuriosirle e far scoprire il vino ed il territorio, ma anche ascoltarle.
Ecco, credo che la capacità delle aziende di sapersi porre in ascolto e il vero interesse per le persone siano oggi davvero cruciali ed il web, ed in particolare i social media, possano avere un ruolo strategico nella creazione di una rete di relazioni, a mio parere oggi uno tra i veri punti di forza e valore aggiunto di un’azienda.
E’ diventato ancor più cruciale quindi per le aziende essere supportate da piani di marketing e comunicazione che tengano conto dei nuovi scenari, che integrino strumenti diversi (presenza sul web e social media, comunicazione istituzionale, PR, ecc) in una strategia unitaria e coordinata. Oggi a mio parere gli imprenditori ed i produttori più illuminati hanno compreso l’importanza di questi aspetti e ci stanno già lavorando concretamente.
A maggio si terrà “barbera” di cui tu sei Responsabile della comunicazione. Su twitter già se ne parla, diverse infatti le persone in rete, tra cui alcuni blogger, che stanno già usando l’hashtag per lanciare opinioni e messaggi sul tema. Quanto è importante ai fini della riuscita di un evento, e della tua attività in generale, la presenza in rete?
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