Clicca qui per collegarti al sito web: www.wandamontanelli.it/CdD/indexcdd.htm
 
Clicca qui per collegarti al sito web: www.universitadelledonne.it/
 
Clicca qui per collegarti al sito web: www.laccentodisocrate.it/
 
Clicca qui per collegarti al sito web: www.dols.net
 
Clicca qui per collegarti al sito web: www.geniodonna.it/
 
Clicca qui per collegarti al sito web: www.lamoro.it
 

Home » L'opinione » Il parto cesareo non necessario non aiuta, di Anna Raggi »
Il parto cesareo non necessario non aiuta, di Anna Raggi
parto_cesareo.j...

Possibili esiti gravi sia a breve che a lungo periodo per i rischi anestesiologici di emorragie, trombosi, embolie polmonari, lesioni alla vescica o all’uretere.

La discussione riguardante l’aumento dei parti cesarei non finirà molto presto, anche perché nell’ostetricia qualcosa è cambiato e le donne vogliono poter decidere come e quando partorire. Il compito più importante di noi medici è di saper comunicare con le donne e informarle dei rischi e delle conseguenze se decidono un parto cesareo.

Da capo clinica all’ospedale universitario di Basilea nel reparto di ginecologia ed ostetrica,  mi sto attualmente specializzando in endocrinologia ginecologica e medicina della riproduzione. Per questo motivo non sono più direttamente coinvolta, ma so che nel nostro ospedale si è rigidi nell’indicare la necessità di un parto cesareo, soprattutto se mancano ragioni valide.
Ad ogni donna, seguita in gravidanza nel nostro policlinico o da medici esterni, che desidera un parto cesareo nella nostra struttura medica, viene proposto un colloquio con il capo clinica delle sale parto: vengono esposti i rischi,  le possibili conseguenze e spiegati i nostri principi, che, riassumendo, vogliono lasciare la scelta del modo di partorire alla paziente stessa, sapendola però ben informata di cosa ciò comporta.

Il tasso di parti cesarei nella nostra clinica è costantemente aumentato negli ultimi anni, ma non ha ancora raggiunto la soglia del 30%. Nel 2009 il tasso è stato di 27,7%, mentre l’anno prima del 29%. I dati del 2010 non sono ancora in mio possesso.
E' molto importante che le future mamme,  che vogliono partorire con cesareo, sappiano che l’operazione, anche se sicura per il bambino, può avere conseguenze gravi sia a breve che a lungo termine per loro stesse: l’operazione ha una morbilità superiore rispetto ad un parto naturale, per i rischi anestesiologici e dell’operazione stessa, quali emorragie importanti, trombosi, embolia polmonare, lesioni alla vescica o all’uretere.

Ci sono poi  problemi che possono insorgere in una seconda o terza gravidanza. Di questo aspetto si parla poco nei massmedia, ma le donne che sono state toccate da questa casistica pagano gravi conseguanze. è giusto quindi informarle appropriatamente.

I pericoli per le successive gravidanze
La cicatrice nell’utero può causare un attaccamento della placenta nella regione distale dell’utero (placenta praevia) e durante la gravidanza possono sorgere emorragie, che possono essere gravi sia per la madre che per il feto, soprattutto se deve essere eseguito un taglio cesareo d’urgenza in età prematura.
Quando la placenta si attacca nella regione della cicatrice, può crescere invadendo il muscolo dell’utero, detto miometro (placenta accreta, increta, percreta,) arrivando in casi gravi ad invadere anche la vescica. In queste situazioni estreme la placenta può essere tolta completamente dopo il parto solo estraendo anche l’utero.

Fortunatamente queste complicazioni non sono molto frequenti, ma talvolta la situazione può diventare drammatica. Sono sicura che l’aumento del tasso dei parti  cesarei  che stiamo osservando ci porterà in futuro a confrontarci sempre di più con questi problemi. L’incidenza della placenta previa senza operazioni all’utero è del 0,3%, dopo un primo parto cesareo raddoppia fino a 0,8 % e dopo due o tre sale al 2 % e oltre dal 3 al 4,2 %.

Per le pluripare il parto naturale ha meno rischi
Uno scopo importante nell’informare le future mamme, che hanno già avuto un parto cesareo, è quello di convincere che, se per una nuova gravidanza non ci sono ragioni mediche per eseguirne un  secondo, un parto naturale può avere fino al 70% di successo, diminuendo così altri  rischi.

Pericoli di infertilità dopo i cesarei
Noi del reparto d’infertilità vediamo le donne che dopo uno o due parti con cesareo non riescono più a restare incinte: ciò è dovuto anche a lesioni all’utero dopo raschiamento intraoperativo o insufficienti cicatrizzazioni dell’utero stesso.

Il peso della pianificazione
Nella decisione delle donne gioca un ruolo importante la volontà di essere indipendenti, vogliono avere la loro autonomia, e vogliono poter scegliere, come, quando e dove partorire.
Aumentando l’età delle donne per la nascita del primo figlio, cresce anche la percentuale di coloro che, dopo aver fatto carriera, decidono di avere un figlio con l’aiuto della fecondazione artificiale: e siccome tutto è stato fino a quel momento pianificato, preferiscono programmare anche il parto, pensando così di ridurre i rischi sia del nascituro e i propri, che possono sorgere dopo un parto naturale, come problemi al diaframma pelvico e di conseguenza incontinenza urinaria o problemi nella sessualità.

Sarà difficile ridurre velocemente il tasso attuale di parti cesarei. Ma noi speriamo che, se saranno bene informate, le future mamme sceglieranno il parto naturale.

Per concludere penso che sia molto importante che i/le ginecologi/che e gli /le ostetrici/che, che seguono le proprie pazienti privatamente, le informino, prima della gravidanza, sulle diverse possibilità di partorire e cosa ciò comporta nei diversi casi, perché solo una donna ben informata ha le giuste basi per decidere meglio cosa fa al caso suo. Un cesareo, se non necessario dal punto di vista medico, non aiuta veramente né la mamma, né il suo bébé. Anzi.


Anna Raggi: Dott. Med. FMH in ginecologia e ostetricia Capo Clinica Ospedale Universitario  di Basilea. Si occupa prevalentemente di endocrinologia ginecologica e medicina della riproduzione, salute della donna, psicosomatica; è docente all’Università di Basilea sulla tecnica di conduzione dei colloqui con i pazienti

GenioDonna, 24 marzo, 2011






Marta Ajò

E-mail: donne@marta-ajo.it
Realizzazione web by euchia